PRIMA GUERRA DI FAARIS IV

Queesto che segue è un memorandum della Campagna Nazionale di Faaris IV.

LA PRIMA GUERRA DI FAARIS IV

La Prima Guerra di Faaris IV è forse la meno conosciuta, anche perché, come prevede la normativa imperiale, ogni attacco proveniente dalle forze del Caos deve essere taciuto. Alcuni cultisti devoti a Khorne si ribellarono durante una tempesta del Warp e instillarono l’eresia tra gli operai dei nodi di estrazione del settore 1 (l’Inquisizione confermerà in seguito che un culto eretico era stato rilevato anche nel settore 10). Kjoldar era un luogo perfetto per iniziare a diffondere la dottrina del Caos, isolato, poco sorvegliato. Quando finalmente l’Inquisitore Alexander percepì il pericolo era ormai troppo tardi.
Numerosi vascelli del Caos comparvero ai limiti del settore spaziale, e nonostante la resistenza della Marina Imperiale, le navi raggiunsero il sub-sector FaarisIV, attaccando il pianeta. Nello stesso istante nei settori planetari di Kjoldar, Savius e Strige i rinnegati occupavano diversi punti strategici e si armavano, bramosi di sangue e distruzione.
Mentre l’Inquisizione valutava se dichiarare l’exterminatus, il governatore Navarre invia una richiesta di supporto immediato, e numerosissimi capitoli astartes e distaccamenti della Guardia Imperiale rispondono con grande prontezza. L’attacco del Caos però ha già innescato un tragico effetto a catena: gli Orks lanciano immediatamente una Waaagh e invadono il settore spaziale, scagliando centinaia di rokke nell’orbita bassa di Faaris IV, eccitati dalla krande kuerra. Se i primi mesi del conflitto sono brutali e disperati, con la comparsa dei Necron che emergono dalle necropoli presenti su Vreda Primaria e annientano in pochi mesi l’intero settore, la situazione si fa disperata. Intervengono gli Eldar che offrono un inaspettato aiuto alle forze lealiste e annunciano l’imminente arrivo di una flotta tiranide. I lealisti si dispongono sui settori ancora controllati per incrementare al massimo la loro capacità difensiva, e i Tau intervengono a loro volta per arginare l’espansione del Caos sul pianeta, preoccupati dalla sua rapida ascesa.
Lo scontro è immane, e si protrae per circa un anno intero, poi le forze stremate mantengono la posizione. Questa tregua forzata viene usata come termine della prima parte del conflitto, che gli storici hanno chiamato Prima Guerra. Il pianeta esce devastato e martoriato dal tremendo conflitto.
Le forze lealiste hanno combattuto con grande determinazione e coordinazione, e nonostante le terribili perdite, hanno tenuto il pianeta e protetto tutte le principali città formicaio, tra cui la capitale planetaria Aurelia Primos. Le forze dell’Imperatore dell’Umanità hanno vinto, ma ad un prezzo molto alto: l’area settentrionale del pianeta è stata messa a ferro e fuoco, il settore 2 è sotto attacco micetico, mentre i primi 4 settori sono stati devastati dal Caos. Lo Spazioporto Orgoglio di Marte è stato completamente distrutto dalle forze rinnegate, e il Cannone Vangelo Imperiale è stato abbattuto a testate termiche, pur di non lasciarlo nelle mani dei Guerrieri di Ferro. L’area meridionale invece ha visto il risveglio di una razza antica e terribile: i Necrontyr, che sferrando un massiccio attacco hanno preso il controllo di tre settori, avanzando fino a minacciare il settore Castrum Praetorio. I Pelleverde hanno trovato la loro nemesi nel Caos, che li ha combattuti ferocemente su Numea, Vreda Secenda e Tropice! Gli antichi Eldar hanno subito una devastante sconfitta su Diemeter, seguita da un terribile massacro e da una catena di sfortunate battaglie che li hanno portati a perdere quasi tutti i loro obiettivi, mentre i famigerati Eldar Oscuri hanno imperversato per tutta la campagna con spietato tempismo, massacrando innumerevoli colonie. Anche i Tau dopo un attacco lampo nel settore 1 hanno lentamente perso terreno, pesantemente accerchiati dal Caos e dai Pelleverde, rispettivamente su Kjoldar e su Tropice. Tuttavia se a Nord e a Sud Caos, morte e distruzione regnavano indiscussi, nella fascia centrale del pianeta i lealisti avevano stabilito la loro base operativa, e giorno dopo giorno guadagnavano terreno, coordinando gli sforzi per difendere il pianeta. Nelle cinque grandi battaglie per il controllo delle città formicaio la FDP, le forze imperiali e gli astartes compiono l’impossibile, respingendo assalto dopo assalto, non perdendo nessuna città. Quando finalmente le forze nemiche principali iniziano a ritirarsi, a causa dell’arrivo della flotta da combattimento della marina imperiale, il governatore Navarre può dichiarare la vittoria... ma questo è solo l’inizio, poichè molti settori sono ora fuori dal controllo imperiale, e molte minacce si annidano, pronte ad innescare una nuova guerra!

BATTAGLIE CELEBRI

NOVA SECUNDA: Le forze imperiali composte da Templari Neri, Ultramarines, Guardia Imperiale e un distaccamento Eldar proteggono l’immenso formicaio di Nova Secunda da un feroce attacco del Caos guidato dai Khornifikati di Khorne e dalla Guardia Traditrice dei Teschi Neri, a cui si aggiunge un’orda della Waagh Orko GP del Kapoguerra Kapi-Rozzi con numerosi ztompa. La città, difesa anche dal Warlord Scudo dell’Umanità, regge all’attacco, e diventa un simbolo: la prima grande vittoria lealista nella guerra di Faaris IV.

CAESAR SUPERIOR: vista la difficoltà di reggere un assedio dietro le scarse difese della città formicaio, pesantemente danneggiate dai bomber orks, i lealisti avanzano verso il nemico, affrontandolo in un’area periferica nord-orientale. Scende in campo l’VIII Reggimento degli Squadroni della Morte di Krieg del leggendario Colonnello Conrad Von Lieber, la III Comp. della Southern Legion, una forza d’attacco dei Templari Neri e una dei Blood Raven; la legio titanica Mantis risveglia per ordine dell’Inquisizione il possente Warlord Giudizio del Trono, che dopo duecento anni scende nuovamente in combattimento. Un’orda pelleverde infinita del kapoguerra dei Tezki Tozti con alcuni ztompa, tiranidi e alcune unità d’attacco del Caos caricano le linee lealiste: lo scontro è terribile, e i lealisti sono costretti a indietreggiare e ricompattarsi. Il Gran Maestro Johannes Arianus del capitolo della Southern Legion si teletrasporta in campo con una squadra di terminator della I compagnia e affronta personalmente Zgaahmur, principe demone di Khorne: in un’epico scontro lo uccide, e le forze rinnegate abbandonano il campo. Mentre la Guardia affronta i tiranidi, Templari e Blood Raven attaccano sul fianco l’orda pelleverde con una furia senza pari: i nemici ripiegano e si ritirano sotto i devastanti colpi dei cannoni dell’Imperium.

PAENUMBRA I: mentre il settore 3 è sotto l’attacco del Caos e i Divoratori di Mondi stanno distruggendo lo spazioporto Orgoglio di Marte e il Nodo di Estrazione Delta, la città formicaio di Paenumbra I regge stoicamente a uno degli assedi più duri della storia dell’Imperium. Un’immensa Waaagh! in combutta con i rinnegati si lancia ad espugnare il formicaio, supportata da un Great Gargant e da alcuni Kalpezta. Piovono dal cielo numerosi pulza rocket, e le forze della Guardia Imperiale sembrano avere la peggio. Nonostante i Lupi Siderali avessero promesso un supporto, non si palesano, e prima che la situazione degeneri intervengono la Southern Legion e i Dark Angels. La battaglia è spietata, e i morti si contano a centinaia. Con la distruzione del Great Gargant, che si schianta contro le mura imperiali, l’attacco si affievolisce, e i difensori gridano alla vittoria. Il Lord Inquisitore Alexander è stremato, ma vivo, e sulla città sventola la bandiera bicefala.

IL MASSACRO DI DIEMETER: gli Eldar posizionano il loro quartier generale nel cuore del settore 2, pronti a sferrare un devastante attacco contro i tiranidi che vi stanno costruendo un gigantesco nido. I tiranidi aggirano durante la notte il campo Eldar e alle prime luci dell’alba lo assaltano a centinaia di migliaia. I lealisti inviano subito le Salamandre e gli Ultramarines a supporto degli Eldar, ma ormai è troppo tardi: anche gli astartes vengono massacrati dopo una lunga e disperata resistenza. L’intera base Eldar viene distrutta, smembrata. Il trauma psichico è terribile, come la preoccupazione per la crescente minaccia tiranide.

UTHEN RAVOS: la città formicaio è difesa dai Magli dell’Imperatore, da una forza d’attacco dei Templari Neri e da alcune squadre degli Angeli Sanguinari. I Massacratori di Khorne assaltano con grande ferocia, incuranti del fuoco di sbarramento, supportati a lungo raggio dalle batterie dei Guerrieri di Ferro. Dalla boscaglia a Sud emerge uno sciame di creature tiranidi, e nelle prime ore del conflitto la città sembra destinata alla resa, poi i Templari Neri respingono il nemico, effettuando una sortita eroica, ma tragica: il Caos viene sconfitto, ma l’intero distaccamento dei Templari, guidato dal fratello capitano Coerberus, muore nell’eroico contrattacco. Con loro cadono molti Angeli Sanguinari. La città è salva.

ECATHE: la città formicaio è difesa dalla II compagnia delle Salamandre e della III degli Ultramarine, dal XVI° Cadiano e dalla VII° brigata Vendergast, supportata da uno squadrone di Vendetta dell’aeronautica faariana, agli ordini del famoso asso Mav Killyon. Le forze del Caos vantano numerosi principi demoni, una legione dei Guerrieri di Ferro e distaccamenti d’assalto dei Seguaci di Khorne e della Legione Nera. A Nord i Marines della Peste chiudono l’assedio alla città, pronti a diffondere il contagio tra i difensori. Allo scontro si aggiungono i Dark Eldar della Cabala Arlecchina, desiderosi di sangue e schiavi. La battaglia imperversa per giorni e giorni sotto una pioggia continua. Il Caos sfonda al bastione IX, penetrando nel formicaio, ma l’eroico sacrificio del Capitano delle Salamandre e la fede incrollabile dei Vendergast riescono dove tutto sembra oramai perduto: in un ultimo disperato assalto riconquistano il bastione, e in un’epico combattimento all’arma bianca il Lord Colonnello Frederik Vendergast ferisce il condottiero del Caos. Gli eserciti sono allo stremo, gli stessi astartes esausti. Le forze rinnegate si ritirano, dopo aver perso lo slancio e la furia nell’ultimo assalto. I lealisti stentano a crederci: hanno vinto. Il Bastione 9 e la Vendergast entrano nella leggenda.

AURELIA PRIMOS: la battaglia per la capitale planetaria si svolge su tre fronti simultaneamente: la città formicaio, il generatore del campo refrattore e il cannone di difesa planetaria. Mentre le forze lealiste schierano a difesa della capitale planetaria, un distaccamento di Demon Hunter, Astartes e FDP presidia lo scudo refrattore, con l’ordine di resistere il più a lungo possibile all’imminente attacco caotico. Nello stesso tempo il Caos rinforza con il titano reaver Signore delle Mosche la difesa del cannone Vangelo Imperiale, supportato da una vasta forza di Orks dei Tipi Tozti e alcune unità di rinnegati.
Le truppe lealiste si dispongono ben protette dietro le linee fortificate e lo sfrigolante campo dello scudo refrattore che circonda la città. Il titano warhound Vendetta e il warlord Giudizio del Trono della legio Mantis schierati a difesa di Aurelia Primos avanzano sul tavolo principale aprendo il fuoco con tutte le armi. La prima linea viene affidata alla Guardia Imperiale, che protetta dalle trincee e dai bunker si appresta a vendere cara la pelle.
Il grosso delle forze caotiche attacca con inaudita violenza il generatore dello scudo refrattore, e i lealisti combattono come leoni, metro per metro per far guadagnare tempo ai difensori del formicaio, mentre fiamme warp e demoni iniziano a materializzarsi ovunque. Nei pressi del cannone Vangelo dell’Imperatore la guardia imperiale supportata dagli astartes attacca il titano del caos, e grazie alle provvidenziali salve a lungo raggio del titano warlord lo annientano, ma la torreggiante mostruosità riesce comunque a riversare innumerevoli colpi sulle forze lealiste, prima di esplodere e crollare al suolo. Il caos bramoso di vendetta contrattacca con ferocia, annientando le unità lealiste: vista la situazione disperata il comando lealista rinuncia al cannone, concentrando i suoi sforzi nel supportare le forze a difesa dello scudo refrattore. Qui si svolge il grosso della battaglia, mentre la piana innanzi alla città resta quasi inviolata. Lo scontro è violentissimo: demoni, orchi, astartes, caos e guardia si contendono gli obiettivi di controllo con grande ferocia. Dalla riserva giungono i tanto attesi supporti, ma il Caos riesce nel suo intento e i demoni penetra all’interno del generatore, trucidando le ultime sorelle guerriere e i pochi inquisitori ancora in vita. In un’esplosione violacea il generatore di scudo viene distrutto, lasciando la città senza protezione.
Gli Orks lanciano immediatamente la Waagh, avanzando a tutto gas verso la prima linea lealista. Rombando una squadra di ragatzi su moto punta alla trincea corazzata che difende la città, mentre il caos viola il perimetro difensivo attaccando in profondità sia sui bastioni occidentali che alle spalle dei baneblade. Il maresciallo dei Black Templar Audax Ducis, rendendosi conto della situazione guida quattro squadre crociate a difendere la fortezza Aquilae, rallentando l’avanzata nemica di oltre mezz’ora. Mentre gli astartes della Crociata Golem vengono macellati dagli Orks, la guardia del colonnello Konrad Von Lieber si trova in corpo a corpo con la schiera pelleverde, e miracolosamente non fugge, reggendo l’urto e contrattaccando. Nello stesso tempo le tattiche della Southern Legion e alcuni superstiti degli Ultramarines difendono le vie e i principali edifici della capitale dalle squadre terminetor rinnegate, poi dal cielo iniziano a giungere le thunderhawk, i drop pod, arriva la IV Comp. dei Dark Angels. Il morale si risolleva, e i nemici vengono ricacciati oltre il perimetro del formicaio. Il warlord apre il fuoco sugli Orks nella piana innanzi alle porte della città, dimezzandoli, e tempesta con i suoi turbolaser i restanti veicoli. Il Caos si ritira, e gli Orks si disperdono. La città è salva, ma lo scudo refrattore e il cannone Vangelo Imperiale sono in mano al nemico.

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